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	<title>Cristian H. Gomez Orlandoni</title>
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	<description>Un diseñador aprendiendo y emprendiendo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Aug 2010 10:24:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lo stato di innovazione a livello globale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 09:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infografía]]></category>
		<category><![CDATA[Innovación]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="188" height="121" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/new_world_powers_info1-188x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="new_world_powers_info" title="new_world_powers_info" />Con un titolo come ambizioso, prendere per tradurre qui e dare il mio parere su un articolo interessante discutere di codesign &#8220;Se gli Stati Uniti  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="121" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/new_world_powers_info1-188x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="new_world_powers_info" title="new_world_powers_info" /><p></p><br /><p><span><span>Con un titolo come ambizioso, prendere per tradurre qui e dare il mio parere su un articolo interessante discutere di codesign &#8220;</span></span><a href="http://www.fastcodesign.com/1662118/infographic-of-the-day-does-the-us-waste-money-on-innovation"><span><span>Se gli Stati Uniti &#8220;sprecare soldi per l&#8217;innovazione?</span></span></a><span><span>&#8220;(qualcosa come: </span></span><em><span><span>&#8220;USA sprecato il vostro investimento in innovazione?</span></span></em><span><span>) che svolge L&#8217;analisi di questo pezzo infografica da questo punto di vista (Stati Uniti).</span> <span>Questo computer grafica, che ha trasformato Internet nelle ultime settimane, abbiamo interpretare il numero dei brevetti è possibile ottenere il volume di denaro investito in ricerca e sviluppo, assumendo questo come </span></span><strong><span><span>un&#8217;indicazione del successo della capacità di innovazione o di</span></span></strong><span><span> uno nazione.</span> <span>Vale a dire, con una efficiente ricerca più veloce si ottiene l&#8217;applicazione attraverso la tutela mestieri industriali.</span><span>Nell&#8217;interpretazione della grafica tentativi computer per dare l&#8217;idea che i paesi più innovativi sono quelli che ottenere questo tipo di rendimento del capitale investito di più efficiente (che non è male) ma l&#8217;innovazione ha in comune con l&#8217;istruzione, dove i frutti si vedono nel corso degli anni e le generazioni.<span id="more-411"></span><br />
</span></span></p>
<h1><span><span>Sorprese</span></span></h1>
<p><span><span>Lo shock immediato è trovato con i paesi che non compaiono nell&#8217;immaginario collettivo come innovatori tra i migliori portare questa situazione, è che essi hanno un sacco di attività di R + D + I (Ricerca + Sviluppo + Innovazione) e di condurli alla brevetto in modo significativo: come Corea, Giappone, Nuova Zelanda, Russia, Estonia, Lettonia &#8230;</span></span></p>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/g_1_3.gif"><img title="g_1_3" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/g_1_3-498x600.gif" alt="" width="498" height="600" /></a><span><span>Ma andiamo articolo che ha attirato la mia attenzione.</span> <span>Perché fornisce uno spaccato su realtà americane che spiega in gran parte i risultati e la capacità innovativa che cerca di quantificare:</span></span></p>
<h1><span><span>Articolo originale</span></span></h1>
<blockquote><p><span><span>traduzione approssimativa del </span></span><a href="http://www.fastcodesign.com/1662118/infographic-of-the-day-does-the-us-waste-money-on-innovation"><span><span>presente articolo,</span></span></a><span><span> basato sul mantenimento di più il significato dell&#8217;articolo che il testo preciso</span></span></p></blockquote>
<p><span><span>Così per gli Stati Uniti</span> <span>la situazione è molto, molto male (in riferimento alla grafica).</span><span>Nonostante la concessione di più brevetti di qualsiasi altro paese del mondo, sembrano gettare soldi per il problema dell&#8217;innovazione &#8211; e nel lungo periodo si tratta di una situazione che non può essere buono per la nostra competitività economica.</span></span></p>
<p><span><span>Ma aspettate.</span> <span>Una volta che si inizia a pensare più profondamente la grafica, ti rendi conto che là forse alcune cose interessanti che si svolgono sullo sfondo.</span> <span>E mentre l&#8217;immagine degli Stati Uniti</span> <span>innovazione appare preoccupante, non perché le ragioni potrebbe pensare.</span></span></p>
<p><span><span>Si inizia con qualcosa che probabilmente </span></span><em><span><span>non</span></span></em><span><span> accadrà.</span> <span>La struttura attuale potrebbe semplicemente essere un indicatore di quanto sia difficile ottenere un brevetto in ogni paese &#8211; e, naturalmente, è più difficile ottenere un brevetto negli Stati Uniti</span> <span>che in qualsiasi altro luogo, ed è per questo sembra che i nostri costi sono meno efficienti.</span><span>Questo perché noi non concedere brevetti a qualsiasi nuova bicicletta ridicolo corno o un sistema audio portatile.</span> <span>Ma in realtà, il processo di brevettazione per la maggior parte dei paesi della lista sono più o meno equivalenti &#8211; Stati Uniti, Europa occidentale e il Giappone hanno simili processi di brevetti.</span> <span>E Corea del Sud </span></span><a href="http://www.wipo.int/ipstats/en/statistics/patents/wipo_pub_931.html#i1"><span><span>respinge</span></span></a><span><span> all&#8217;incirca la stessa percentuale di brevetti negli Stati Uniti</span></span></p>
<p><span><span>Andiamo in una situazione più sottile.</span> <span>Si consideri la Corea del Sud si concentra i suoi investimenti in R &amp; S nel settore dell&#8217;elettronica di consumo &#8211; e aziende come Samsung e LG sono tra i più frequenti in tutto il mondo contribuenti brevetti.</span> <span>Gli Stati Uniti, nel frattempo, inventa una decente quantità di tecnologia CE &#8211; ma spende anche ingenti somme di denaro sui prodotti farmaceutici e della biotecnologia.</span> <span>Esse implicano una ricerca molto più costosi: a differenza, ad esempio, telefoni cellulari, dove 1 miliardo di dollari di ricerca in grado di produrre centinaia di brevetti, di 1 miliardo di dollari la ricerca farmaceutica potrebbe essere appena sufficiente denaro per portare un singolo farmaco sul mercato ( con solo una manciata di brevetti).</span> <span>E gli Stati Uniti</span> <span>è di gran lunga il leader mondiale delle biotecnologie e delle industrie farmaceutiche.</span></span></p>
<p><span><span>È buono?</span> <span>Certo che no.</span> <span>le aziende biotecnologiche degli Stati Uniti sanno da tempo che la quota della torta dei profitti è quello di vendere queste innovazioni in quella allargata, irrazionale e il sistema sanitario sprechi stesso.</span> <span>In realtà, l&#8217;inefficienza è uno dei motivi che ci sono enormi vantaggi nel Farmaceutica di S. U.: Il nostro sistema spesso spendere centinaia di dollari in farmaci nuovi requisiti, pagando il marchio di</span></span><a href="http://pagingdrgupta.blogs.cnn.com/2010/03/09/with-new-medicines-doctors-don%E2%80%99t-know-what-works-best/"><span><span> nuovi farmaci che non sono più efficaci del primo</span></span></a><span><span> , che potrebbe costare pochi centesimi.</span></span></p>
<p><span><span>Innovazioni per aumentare la competitività complessiva di un paese solo se, alla fine, queste sono destinate a prodotti che verranno esportati.</span> <span>Spendere un sacco di soldi per i farmaci possano essere venduti a noi stessi, non la nostra economia più dinamica Harran.</span></span></p>
<p><span><span>E &#8216;davvero preoccupante che molti soldi vengono spesi per la ricerca che non possono essere convertiti in prodotti di interruttori.</span> <span>Pertanto, bisogna preoccuparsi della tabella di cui sopra &#8211; ma non solo per le ovvie ragioni, o possa essere concluso a colpo d&#8217;occhio.</span></span></p>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/i_1.gif"><img title="i_1" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/i_1-604x600.gif" alt="" width="604" height="600" /></a></p>
<h1><span><span>Conclusione</span></span></h1>
<p><span><span>Dopo questo articolo, come in prima persona ma si mette in luce un aspetto molto interessante di innovazione potrebbe dire che </span></span><strong><span><span>l&#8217;innovazione è difficile da quantificare</span></span></strong><span><span>, ma ci sono segni che possono indicare la direzione giusta nella ricerca e sviluppo:</span></span></p>
<ul>
<li><span><span>Concentrare l&#8217;innovazione in campo industriale i cui prodotti sono focalizzate su un mercato estero o che sono facilmente esportabili.</span></span></li>
<li><span><span>Concentrarsi sulla ricerca innovativa e sviluppo di breve e medio termine.</span></span></li>
<li><span><span>sforzi si concentrano nel campo dell&#8217;innovazione evolutiva</span></span></li>
<li><span><span>Ridurre al minimo la burocrazia e semplificare la registrazione e la brevettazione.</span></span></li>
</ul>
<p><span><span>Tenete a mente che non vi è alcun riferimento qui per l&#8217;innovazione delle attività immateriali, digitali e software, applicazioni, mezzi di comunicazione e produzioni innovative in altri settori che non sono legati ad un brevetto come do property altri.</span> <span>E il grande momento è quello di rinnovare l&#8217;industria petrolifera a base di adattarsi a un nuovo tipo di energia per gli Stati Uniti continuano a guidare l&#8217;equazione &#8230;</span></span></p>
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		<title>El estado de la innovación mundial</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/08/16/el-estado-de-la-innovacion-mundial/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 21:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infografía]]></category>
		<category><![CDATA[Innovación]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="188" height="121" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/new_world_powers_info-188x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="El nuevo poder mundial en innovación" title="new_world_powers_info" />Con un título tan ambicioso, aprovecho para traducir aquí y dar mi opinión sobre un interesante artículo de CoDesign hablando sobre &#8220;¿Does the US waste  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="121" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/new_world_powers_info-188x121.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="El nuevo poder mundial en innovación" title="new_world_powers_info" /><p></p><br /><p>Con un título tan ambicioso, aprovecho para traducir aquí y dar mi opinión sobre un interesante artículo de CoDesign hablando sobre &#8220;<a href="http://www.fastcodesign.com/1662118/infographic-of-the-day-does-the-us-waste-money-on-innovation">¿Does the US waste money on innovation?</a>&#8221; (algo así como: <em>¿malgasta USA su inversión en innovación?</em>) donde se realiza un analisis de esta pieza infográfica desde ese punto de vista (el estadounidense) . En esta infografía, que ha dado la vuelta Internet estas últimas semanas, se interpreta la cantidad de patentes que se logran obtener por volumen de dinero invertido en investigación y desarrollo, tomando a este dato como <strong>un indicio de la capacidad o éxito de innovación</strong> de una nación. Es decir, con una investigación más eficiente se llega más rapidamente a su aplicación comercia mediante la protección industrial. En la interpretación de la infografía se intenta dar la idea que los paises más innovadores son los que obtendrían esta especie de retorno de la inversión de manera más eficiente (lo cuál no está mal) pero la innovación tiene puntos en común con la educación, donde los frutos se ven a lo largo de los años y generaciones.<span id="more-396"></span></p>
<h1>Sorpresas</h1>
<p>La sorpresa inmediata es encontrarse con países que no aparecen en el imaginario colectivo como innovadores entre los que mejor llevan esta situación, resultando que tienen una gran actividad en I+D+Ì (Investigación + Desarrollo + Innovación) y llevan a éstas a patentes de manera notable: como Corea, Japón, Nueva Zelanda, Rusia, Estonia, Latvia&#8230;</p>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/g_1_3.gif"><img class="aligncenter size-single-post-thumbnail wp-image-404" title="g_1_3" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/g_1_3-498x600.gif" alt="" width="498" height="600" /></a>Pero vayamos al artículo que me llamó la atención. Porque aporta un punto de vista interno en la realidad estadounidense que explica en gran medida los resultados y la capacidad innovadora que se intenta cuantificar:</p>
<h1>Artículo Original</h1>
<blockquote><p>Traducción aproximada de <a href="http://www.fastcodesign.com/1662118/infographic-of-the-day-does-the-us-waste-money-on-innovation">este artículo</a> basada en mantener más el sentido del artículo que la precisión de los términos</p></blockquote>
<p>Así que para los EE.UU. la situación se ve muy, muy mal (refiriendose a la infografía). A pesar de otorgar más patentes que cualquier otro país del mundo, también parecen tirar el  dinero sobre la problemática de la innovación &#8211; y en el largo plazo, es una situación que no puede ser buena para nuestra competitividad económica.</p>
<p>Pero espera. Una vez que comienzas a pensar más profundamente acerca de la infografía, te das cuenta de que hay tal vez algunas cosas más interesantes que se desarrollan de fondo. Y mientras que en la imagen, en EE.UU. la innovación parece preocupante, no es por las razones que se podrían llegar a pensar.</p>
<p>Vamos a empezar por una cosa que es probable que <em>no</em> suceda. El cuadro actual podría ser simplemente un indicador de lo difícil que es obtener una patente en cada país &#8211; y por supuesto, es más difícil obtener una patente en los EE.UU. que en cualquier otro lugar, y por ese motivo parece que nuestros gastos son menos eficientes. Eso es porque no otorgamos patentes a cualquier ridícula nueva bocina de bicicleta o a un equipo de sonido portátil. Pero en realidad, el proceso de patentamiento para la mayoría de los países en la lista son más o menos equivalente &#8211; los EE.UU., Europa Occidental y Japón cuentan con procesos similares de patentes. Y Corea del Sur <a href="http://www.wipo.int/ipstats/en/statistics/patents/wipo_pub_931.html#i1">rechaza</a> aproximadamente el mismo porcentaje de las patentes como en EE.UU.</p>
<p>Vamos a una situación más sutil. Tenga en cuenta Corea del Sur concentra sus inversiones en I+D en electrónica de consumo &#8211; y empresas como Samsung y LG están entre los más frecuentes contribuyentes de patentes del mundo. Los EE.UU., por su parte, inventa una cantidad decente de la tecnología EC &#8211; pero también gasta grandes cantidades de dinero en productos farmacéuticos y biotecnológicos. Estos conllevan una investigación mucho más costosa: A diferencia de por ejemplo, teléfonos celulares, donde $ 1 mil millones en investigación pudiera producir cientos de patentes, $ 1 mil millones en investigación farmacéutica podría ser sólo dinero suficiente para traer un solo medicamento al mercado (con sólo un puñado de patentes) . Y los EE.UU. es de lejos el líder mundial en investigación biotecnológica y farmacéutica.</p>
<p>¿Es eso algo bueno? Por supuesto que no. Las empresas estadounidenses de biotecnología saben desde hace tiempo que la parte de la torta en los beneficios se encuentra en vender esas innovaciones en el agrandado, derrochador e irracional sistema de salud  propio. De hecho, la ineficiencia es una de las razones de que existan enormes beneficios farmacéuticos en los EE.UU.: Nuestro sistema gasta con frecuencia cientos de dólares en prescripciones en medicamentos nuevos, pagando el nombre de marca de<a href="http://pagingdrgupta.blogs.cnn.com/2010/03/09/with-new-medicines-doctors-don%E2%80%99t-know-what-works-best/"> nuevos medicamentos que no son más efectivos que los anteriores</a> que podrían costar centavos.</p>
<p>Las Innovaciones aumentar la competitividad global de un país sólo si en última instancia, estas están dirigidas a productos que serán exportados. Gastar una tonelada de dinero en medicamentos que se venderán a nosotros mismos, no harrán más dinámica nuestra economía.</p>
<p>Es realmente preocupante que se gaste tanto dinero en investigaciónes que no pueden ser convertidos en productos rompedores. Por lo tanto, uno debe preocuparse por la tabla de arriba &#8211; pero simplemente no por las razones obvias o que puedan concluirse a simple vista.</p>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/i_1.gif"><img class="aligncenter size-afsingle wp-image-402" title="i_1" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/i_1-604x600.gif" alt="" width="604" height="600" /></a></p>
<h1>Conclusión</h1>
<p>Despues de este artículo tan en primera persona pero que destaca un aspecto muy interesante de la innovación se podría decir que <strong>la innovación es dificil de cuantificar</strong>, pero sí hay signos que podrían denotar el buen camino en la investigación y desarrollo:</p>
<ul>
<li>Focalizar la innovación en campos industriales cuyos productos estén enfocados a un mercado externo o sean facilmente exportables.</li>
<li>Focalizar los esfuerzos innovadores en proyectos de investigación y desarrollo de corto y mediano plazo.</li>
<li>Concentrar esfuerzos en la innovación evolutiva</li>
<li>Minimizar la burocracia y agilizar los procesos en el registro y patentamiento.</li>
</ul>
<p>Hay que tener en cuenta, que no se hace referencia aquí a la innovación de bienes inmateriales, digitales como software, aplicaciones, producciones innovadoras en medios y otros ámbitos que no están apegados a una patente como lo hacen otro tipo de bienes. Y que la gran coyuntura actual es renovar la industria basada en el petroleo adecuandola a un nuevo tipo energía para que Estados Unidos siga liderando la ecuación&#8230;</p>
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		<title>El pensamiento profundo de Starck</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/08/09/el-pensamiento-profundo-de-starck/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 10:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diseñadores]]></category>
		<category><![CDATA[Innovación]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>
		<category><![CDATA[Videos]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante su presentación en 2007 en el evento TED realizado en Francia, Philippe dió una verdadera cátedra de lo que para él significa el diseño, en qué partes se concentra al pensar un producto y comparte su visión del mundo, una visión carente de egocentrismo como podría esperarse y con mucho sentido común. Es una de esas presentaciones que inspiran y nos enseñan en pocos minutos conceptos que a otras personas les ha tomado años en concluir.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="120" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/starck-kindle-188x120.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="starck-kindle" title="starck-kindle" /><p></p><br /><p><img class="size-large wp-image-258 alignleft" title="philippe-starck1172514861" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/philippe-starck1172514861-468x494.jpg" alt="" width="152" height="160" />Para la mayoría de los que leen este artículo no hay necesidad de presentar o explicar <strong>quién </strong>es Philippe Starck dentro del mundo del diseño industrial, pero para los que no lo conocen les recomiendo ver <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Philippe_Starck">su artículo en la wikipedia</a> y para quien no quiera irse a leer a otra parte podría resumirlo como uno de los diseñadores de productos más importantes, eficientes, actuales y con sentido común que uno podría conocer.</p>
<p><span id="more-257"></span></p>
<p>Durante su presentación en 2007 en el evento <a href="http://www.ted.com">TED </a>realizado en Francia, Philippe dió una verdadera cátedra de lo que para él significa el diseño, en qué partes se concentra al pensar un producto y comparte su visión del mundo, una visión carente de egocentrismo como podría esperarse y con mucho sentido común. Es una de esas presentaciones que inspiran y nos enseñan en pocos minutos conceptos que a otras personas les ha tomado años en concluir.</p>
<h1>Philippe Starck thinks deep on design</h1>
<p>18 minutos concentrados en las raices, problemática y por qués del diseño de productos. Realizada en París, en el evento TED en su versión itinerante. Les recomiendo ver el video (con subtitulos por el acento francés de Philippe) y luego leer los puntos sobresalientes para no adelantar los spoilers, ya que él lo cuenta mejor&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="546" height="426" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/PhilipeStarck_2007-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/PhilipeStarck-2007.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=532&amp;vh=340&amp;ap=0&amp;ti=197&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=philippe_starck_thinks_deep_on_design;year=2007;theme=evolution_s_genius;theme=the_creative_spark;theme=tales_of_invention;theme=design_like_you_give_a_damn;event=TED2007;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="546" height="426" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/PhilipeStarck_2007-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/PhilipeStarck-2007.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=532&amp;vh=340&amp;ap=0&amp;ti=197&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=philippe_starck_thinks_deep_on_design;year=2007;theme=evolution_s_genius;theme=the_creative_spark;theme=tales_of_invention;theme=design_like_you_give_a_damn;event=TED2007;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" bgcolor="#ffffff" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="font-family: Garamond, 'Hoefler Text', 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 24px;">Puntos Claves en la presentación de Starck</span></p>
<p>Durante la charla no necesitó diseñar nada para entretener al público, sin slides, sin powerpoint, sin animaciones, sólo con su presencia, histrionismo y sentido del humor concentra la atención del público que a pesar de hablar en inglés  con un acento francés muy marcado y algunas veces inteligible, logra imponer y comunicar sus conceptos e ideas. Entre estas ideas yo destacaría las siguientes:</p>
<ul>
<li>Su concepto de visión: corto alcance, largo alcance y cuando esta visión nos obstaculiza (la trampa de la  vertical)  o nos hace retroceder (y su creencia de Dios)</li>
<li>No somos la generación elegida, ni la última, debemos pensar en los que vendrán despues.</li>
<li>Prepararse para que otros escriban su propia historia, con sus propios paradigmas.</li>
<li>Ser humildes, uno no es más que un pequeño mecanismo o ser que deberá intentar generar una realidad mejor.</li>
<li>Su concepto de <em><strong>diseño cínico</strong></em>: un diseño hecho para agradar, para ser funcional a la venta y al marketing.</li>
<li>Su concepto del <em><strong>diseño narcisista</strong></em>: un diseño enfocado en el elitismo, en el nombre de quién lo hace y no en el úso último del objeto.</li>
<li>Su pensamiento focalizado en el uso (<strong><em>diseño utilitario</em></strong>), en la aplicación, en la gente que utiliza el objeto y no tanto en el producto en sí.</li>
<li>La existencia de una &#8220;gran imagen&#8221; o big picture, donde nosotros estamos nada más y nada menos que en la mitad de un proceso, un proceso que empezó hace mucho y que continuará con o sin nosotros.</li>
<li>Aunque lo nombra al pasar, me llamó la atención su idea de sacar funcionalidades para simplificar un producto en una época donde los productos tienen múltiples funcionalidades y son muy complejos.</li>
<li>Nacimos mutantes, somos mutantes y seguiremos mutando, lo mismo con los productos y objetos.</li>
<li>Su concepto sobre los tiempos de lujo (periodos de relativa paz y prosperidad en la historia humana) donde el arte está más presente en contra de los tiempos de guerra donde la función supera a la forma.</li>
<li>Trabajar, mejorar, diseñar&#8230; incluso los objetos que podrían parecer más ridiculos como un cepillo de dientes&#8230;</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Marketing: errores comunes</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/08/08/marketing-errores-comunes/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 14:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/geomarketing2-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="geomarketing2" title="geomarketing2" />Analizamos un error común en la planificación de un proyecto de marketing, donde el geomarketing podría aclarar el panorama en su fase final. En marketing  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/geomarketing2-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="geomarketing2" title="geomarketing2" /><p></p><br /><h2>Analizamos un error común en la planificación de un proyecto de marketing, donde el <a href="http://cristiangomez.com/geo-marketing-nuevo/">geomarketing</a> podría aclarar el panorama en su fase final.</h2>
<p>En marketing la posibilidad de error o fallo es grande y siempre se tiene en cuenta este asunto al encarar un proyecto. Además, los errores en los proyectos de marketing pueden darse desde dos extremos muy distintos, como puede ser la <em>sobreplanificación</em> y dureza en la estrategia (sin contar con tácticas o flexibilidad) y por otro lado la <em>infraplanificación</em> donde no se tiene una visión global de todo el proyecto y sólo se observan los eventos esperando al siguiente con un incierto futuro o desarrollo por venir. </p>
<p><span id="more-211"></span></p>
<h2>Posible origen de los errores</h2>
<div id="attachment_132" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/ansaldi_carpeta.jpg"><img class="size-medium wp-image-132" title="ansaldi_carpeta" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/ansaldi_carpeta-188x141.jpg" alt="" width="188" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">IMG: carpeta institucional desarrollada por CHGVISUAL para la empresa Ansaldi Producciones</p></div>
<p>Los errores, además, están dados por la ineptitud o por la costumbre de utilizar siempre la misma solución para TODOS los problemas (y los que se refieren a la falta de visión son los más abundantes).</p>
<p>Al no observar el bosque al completo, se evita planificar herramientas  y recursos que se implementarán a lo largo de todo un <strong>proceso</strong>.</p>
<p>Cuando en una organización o emprendimiento se deba realizar una tarea compleja, al menos se deberán tener en cuenta  todas las fases, iniciativas y actividades que va a involucrar un producto o servicio: para evitar que una floja planificación agote los recursos en cierta parte del mismo, los aplique en damasía en otros casos o no los aplique en absoluto. <em>Lo <strong>más común</strong> es que durante el desarrollo de una actividad de marketing se agoten o se concentren los recursos en las primeras etapas y se desaprovechen en las últimas.</em></p>
<h2>Un ejemplo real</h2>
<p>Un ejemplo claro puede ser el desarrollo de <strong>un catálogo de productos para una red de tiendas</strong>: este catálogo es concebido, diseñado, organizado y pautado en sus contenidos por varios departamentos de una empresa en su primera instancia. Luego de su maquetación y preparación para imprenta se envía a la misma para realizar amplias tiradas y proceder a distribuirlo a una determinada red de tiendas para que las utilicen a su vez, para la promoción con el usuario final.</p>
<p>En ese párrafo parece estar todo correcto pero se produce un gran quiebre al final del proceso que destruye TODO el esfuerzo realizado en las primeras partes del mismo.</p>
<div id="attachment_255" class="wp-caption aligncenter" style="width: 504px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/pasos1.jpg"><img class="size-large wp-image-255  " title="pasos" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/pasos1-494x208.jpg" alt="" width="494" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">EJERCICIO: Piensa cuantas marcas dejan al libre albedrio el manejo de sus materiales promocionales, la utilización de sus mensajes sin ninguna guía o control hacia el usuario final a terceros. ¿Encuentras alguna?</p></div>
<p style="text-align: center;">
<h2>¿Por qué se produce este error? <em>¿Cómo evitarlo?</em></h2>
<ul>
<li>Porque en ninguna parte hay un análisis o cálculo de cupos de acuerdo a variables que pueden atribuirse a cada uno de los componentes de la red: <em>aplicar una herramienta que resuelva con autoridad esa situación</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Porque limitarle el número de catálogos de acuerdo a su poder de venta no hace más que desgastar y castigar a una tienda que podría necesitar más apoyo en una situación concreta para salir de esa crisis: <em>utilizar este signo para acercarse y atender especialmente a esta oveja descarriada.</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Porque no se analiza el contexto de cada tienda para definir políticas de envíos que definan cantidad y saturación: <em>comprender que cada tienda pertenece a una comunidad, con una competencia determinada, con un cupo de potenciales usuarios, con un tráfico que la hace única.</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Porque no se puede dejar el último y más importante paso que és llegar al usuario final en manos de un tercero aunque forme parte de la estructura en algún grado: <em>una planificación que distribuya recursos y personal de manera equitativa en una línea de procesos definida y con claros deadlines.</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Porque no se ha utilizado ninguna herramienta <em>moderna</em> del marketing, como en este caso, el geomarketing, la estadística o una muy vieja pero poco abundante como el sentido común. <em>Preguntarse siempre cómo se puede mejorar; preguntar a todos los que participan, sean usuarios, interesados, clientes, desarrolladores, ejecutores&#8230;</em></li>
</ul>
<h2>Conclusión</h2>
<p>Plantearse siempre establecer <strong>un punto de vista global</strong>: con un ojo sobrevolando toda la situación y no descuidar utilizar el otro ojo en un <strong>punto de vista a raz del suelo</strong>, para ejecutar y organizar las tareas del día a día, esto será fundamental para obtener buenos resultados y anticiparse a los cambios.</p>
<p>Concentrarse en una visión muy global o muy detallada (volar o mantenerse en el piso) del asunto provoca <em>ceguera</em> en el otro extremo de la situación y como se sabe: <strong>mantener el equilibrio es fundamental en este y otros ámbitos y es también una de las tareas más dificiles de lograr.</strong></p>
<blockquote><p>Seguramente podrían agregarse otros puntos y por eso les pregunto (utilizando el último punto de la lista de errores/soluciones) ¿Cómo podríamos mejorar este artículo?</p></blockquote>
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		<title>Aplicación Móvil con Geomarketing</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/08/05/aplicacion-movil-con-geomarketing/</link>
		<comments>http://cristiangomez.com/blog/2010/08/05/aplicacion-movil-con-geomarketing/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 14:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aplicaciones]]></category>
		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[Innovación]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/geomarketing13-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="geomarketing1" title="geomarketing1" />Idea y enfoque de aplicación móvil que utiliza conceptos del geomarketing y la geolocalización: Texto original: &#8221; The idea is simple: geotagged data of your expenses. So  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/geomarketing13-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="geomarketing1" title="geomarketing1" /><p></p><br /><h2>Idea y enfoque de aplicación móvil que utiliza conceptos del <a href="http://cristiangomez.com/geo-marketing-nuevo/">geomarketing</a> y la geolocalización:</h2>
<p><strong>Texto original</strong>: &#8221; The idea is simple: geotagged data of your expenses. So you went out to town and spent a few quid here and there. I would personally be interested in seeing which ones are the “hotspots” where I spend most of my money (which can then be classified into different sorts, of course.) This is something I *would like* to work on, not something I’m actively pursuing. If you’re interested just drop me a line: ulises.cervino@gmail.com (no, I don’t really fear spam, gmail seems to be doing a pretty good job so far.)&#8221;</p>
<p><span id="more-221"></span></p>
<p>[ publicado en el concurso de <a href="http://royalsocietyofhackers.tumblr.com/post/615788635/mobile-web-app">ideas de Royal Society of Hackers por Ulises Cerviño</a>]</p>
<h3>Traducción aproximada:</h3>
<p><strong>La idea es simple</strong>: informacion geografica sobre tus gastos. Has ido a pasear por la ciudad y has hecho algunos gastos aqui y alli. Personalmente, yo estaria interesado en ver cuales son mis &#8220;zonas calientes&#8221; donde he gastado la mayor parte de mi dinero (los cualespodrian ser clasificados en diferentes categorias, claro). Esto es algo en lo que a mi me *gustaria* trabajar pero no es algo que estoy actualmente desarrollando activamente. Si estas interesado en el<br />
proyecto y en que lo llevemos a cabo juntos enviame un email: ulises.cervino@gmail.com</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-294" title="iphone" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/08/iphone1.jpg" alt="" width="397" height="768" /></p>
<h1>Análisis</h1>
<p>Una aplicación que se utilice masivamente de esta manera tendría dos frentes de actuación, por un lado podría dar entretenimiento a muchas personas. Pero sin intentar caer en teorías conspirativas, uno de las grandes ventajas de las herramientas sociales hoy en día es su potencial informativo. Una persona inteligente con intenciones bien definidas puede &#8220;extraer&#8221; datos que le permitan desarrollar un mercado, identificar consumidores o usuarios potenciales de una marca, definirse por zonas de actuación, conocer opiniones más sinceras que las de los focus group, encuestas.</p>
<h2>Pros</h2>
<p>Las ventajas para un usuario son el control del usuario de las <em>zonas calientes</em> donde se concentran sus gastos y actividades comerciales. La mayor parte de <a href="http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/science/newsid_7437000/7437153.stm">la gente se mueve generalmente en un radio de 10 km de su hogar en su vida diaria</a>, por lo que mediante su red social podría conocer donde, cómo y cuando compran los individuos que forman parte de sus relaciones</p>
<h2>Contras</h2>
<p>La mala utilización de los datos obtenidos para el análisis por terceros que podrían acceder/comprar a esta base de datos:  podrían identificar zonas y áreas donde se concentran ciertas actividades o comportamientos de compras. Si bien uno uno puede conocer actualmente mediante el tráfico de personas el potencial comercial, este sería mejor comprendido cuando podemos conocer si compran, transitan y qué tipo de productos son los más adquiridos.</p>
<h1>Actualización <em>[13 Agosto 2010]</em></h1>
<h5><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=14009407&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="350" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=14009407&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></h5>
<p>Hoy ha sido publicada una aplicación que tiene un sentido muy similar a la que hablamos hace un tiempo, cuya misión es visualizar sobre un mapa el comportamiento de un usuario en Foursquare y compartirlo.</p>
<p>Para quienes no conozcan <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foursquare_(social_networking)">Foursquare</a> le recomiendo leer su entrada en wikipedia o quedarse con esta explicación pobre y subjetiva de mi parte: &#8220;es una aplicación social/juego grupal donde uno &#8220;gana&#8221; o puede ostentar ciertos méritos sociales por haber estado en X lugar y no por lo que dice o seguidores como sucede con otros modelos&#8221;.</p>
<p>En este caso, <a href="http://weeplaces.com/foursquare/">Weeplaces</a> utiliza los datos geolocalizados para desarrollar una visualización sobre el espacio. Que puede incluso ser utilizada para conocer patrones como lo había indicado en su resumen del proyecto Ulises o solamente para divertirse.</p>
<p><a href="http://www.uberbin.net/archivos/redes-sociales/weeplaces-visualizacion-de-patrones-de-uso-de-foursquare.php">Mariano Amartino</a> explica muy bien la problemática de una herramienta así, porque como toda la información puede ser utilizada por terceras partes para cuestiones poco éticas e incluso delictivas.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Geo Marketing: Nuevo*</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/07/29/geo-marketing-nuevo/</link>
		<comments>http://cristiangomez.com/blog/2010/07/29/geo-marketing-nuevo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Opinión]]></category>

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		<description><![CDATA[Pescar a los clientes adecuados no sólo depende de utilizar la caña correcta, sino de tener una estructura ágil  y adaptada. El Geomarketing es una opción a tener en cuenta para llegar al usuario final.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="117" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/geomarketing21-188x117.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="geomarketing2" title="geomarketing2" /><p></p><br /><h2>Introducción</h2>
<blockquote><p>Mis conocimientos sobre marketing son bastantes limitados:  como diseñador me limito a integrarme a gran parte de la humanidad y despotricar al unísono hacia esa profesión. A veces creo que si Maquiavelo viviese en nuestro tiempo, no sería consejero de un príncipe, sino algún director de marketing de una compañía global (inserte su marca aquí).</p></blockquote>
<h3><span id="more-21"></span>Descargo</h3>
<div id="attachment_112" class="wp-caption alignright" style="width: 140px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/abogado.jpg"><img class="size-full wp-image-112" title="abogado" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/abogado.jpg" alt="" width="130" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Pido la palabra su Señoría!</p></div>
<p>Bromas aparte, como en todas las profesiones y estamentos de la vida, nos vamos a encontrar con profesionales del marketing buenos y malos, capaces e ignorantes, con buena disposición e hijos de putas. Es inevitable este comentario para despejar dudas, pero siempre se puede inferir que en algunas profesiones o carreras se concentran más de unos que de otros: me vienen a la cabeza los abogados, los políticos, los burócratas, banqueros, etc. Para terminar esta introducción y hablar de lo que realmente interesa aquí:  algunos principios y fundamentos del <strong>geomarketing.</strong></p>
<p><strong> </strong>Quisiera que los saludos a mi familia y a mi madre por lo comentarios anteriormente vertidos sean ignorados para no ensuciar la discusión <img src='http://cristiangomez.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<h1>GeoMarketing</h1>
<p>Si bien, las campañas de buzoneo o de reparto puerta a puerta de publicidad, entre las que se encuentran el porting,  parabriseado, poming, porching, etc. hace muchos años que se utilizan en el mundo de la publicidad, van perfeccionándose y tornándose compleja a medida que se suman herramientas de análisis, cálculos, resultados de estudios de comportamiento, sociología, demografía y un gran cúmulo de información que nosotros mismos permitimos y otorgamos a quienes quieren llegar a nosotros para vendernos sus productos o servicios.</p>
<p>Tener <em>muchos datos e información no sirve de nada si uno no pueda analizarla y concluir sobre ella</em>. Por ese motivo,  las campañas publicitarias se fundan con un objetivo, un brief, un alcance o meta que permita analizar y estudiar la situación con esos objetivos en mente y poder analizar luego si esos objetivos se lograron. Toma mucha importancia aquí el concepto ROI (Return of Investment o Retorno de Inversión) o el análisis de impacto.</p>
<p><strong>Definición del Geomarketing</strong> (<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Geomarketing">wikipedia</a>)</p>
<blockquote><p>El <strong>geomarketing</strong> es una disciplina de gran potencialidad que aporta información para la toma de decisiones de negocio apoyadas en la variable espacial. Nacida de la confluencia del marketing y la geografía permite analizar la situación de un negocio mediante la localización exacta de los clientes, puntos de venta, sucursales, competencia, etc.; localizándolos sobre un mapa digital o impreso a través de símbolos y colores personalizados. Las inferencias y predicciones dentro de esta disciplina van más allá del uso tradicional del análisis cualitativo y cuantitativo, pertenecen a una creciente vertiente de análisis llamado &#8220;análisis geoespacial&#8221;.</p></blockquote>
<h1>[geografía + mercado...]</h1>
<p>La multidisciplinaridad de esta rama del marketing es su punto destacable, pero basicamente agrupa al marketing y la geografía. El fin último es que la decisión sea lo más precisa posible ( estadísticas, el cálculo, matemáticas) permiten un análisis más fundamentado de la situación.</p>
<p>Lo interesante del geomarketing es que puede utilizarse en varios sentidos. Por ejemplo:</p>
<ul>
<li>Puede ser una herramienta útil para definir las próximas locaciones de una red de tiendas o sucursales de acuerdo al público o tipo de usuarios que intentamos captar, para potenciar la inversión al llegar al mayor número de los mismos.</li>
<li>También puede utilizarse para definir la inversión publicitaria en cierta zona de acuerdo a la densidad, target y públicos que permitan calcular los costos y retornos de esa inversión de manera más fiable.</li>
<li> Franquicias pueden definir con herramientas de este tipo donde habilitar la apertura de tiendas y recomendar territorios a sus franquiciados.</li>
</ul>
<div id="attachment_130" class="wp-caption aligncenter" style="width: 504px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-29-at-8.34.14-PM.png"><img class="size-large wp-image-130 " title="Screen shot 2010-07-29 at 8.34.14 PM" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-29-at-8.34.14-PM-494x404.png" alt="" width="494" height="404" /></a><p class="wp-caption-text">Distribución geográfica de las empresa españolas de buzoneo asociadas a ANEB</p></div>
<div id="attachment_132" class="wp-caption aligncenter" style="width: 504px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/ansaldi_carpeta.jpg"><img class="size-large wp-image-132 " title="ansaldi_carpeta" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/ansaldi_carpeta-494x370.jpg" alt="" width="494" height="370" /></a><p class="wp-caption-text">Un catálogo de servicios realizado por CHGVISUAL en 2005</p></div>
<p style="text-align: center;">
<h2><strong>Enlaces:</strong></h2>
<p>Más contenidos para ampliar esta pequeña introducción al geomarketing</p>
<ul>
<li><a href="http://www.wikio.es/article/119661401">http://www.wikio.es/article/119661401</a></li>
<li><a href="http://www.publicidadymarketingweb.com/pageID_6748157.html">http://www.publicidadymarketingweb.com/pageID_6748157.html</a></li>
<li><a href="http://www.datacomcrm.com/foro/index.php?topic=3.0">http://www.datacomcrm.com/foro/index.php?topic=3.0</a></li>
<li><a href="http://gis.esri.com/esripress/shared/images/120/ch03_TUTMKTG.pdf">http://gis.esri.com/esripress/shared/images/120/ch03_TUTMKTG.pdf</a></li>
<li><a href="http://esripress.esri.com/display/index.cfm?fuseaction=display&amp;websiteID=120&amp;moduleID=1">http://esripress.esri.com/display/index.cfm?fuseaction=display&amp;websiteID=120&amp;moduleID=1</a></li>
<li><a href="http://www.aneb.es/detalle_faq.php?id=6">http://www.aneb.es/detalle_faq.php?id=6</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Time Lapse</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/07/26/time-lapse/</link>
		<comments>http://cristiangomez.com/blog/2010/07/26/time-lapse/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 14:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Experimentación]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografía]]></category>
		<category><![CDATA[Videos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cristiangomez.com/?p=40</guid>
		<description><![CDATA[Mi primer experimento con la técnica fotográfica Time Lapse, utilizando una macbook, una camara Nikon D90 y determinados software he llegado a este primer acercamiento a la técnica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="105" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-26-at-17.07.21-188x105.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Time Lapse" title="Time Lapse" /><p></p><br /><h1>La técnica</h1>
<p>La técnica básica <strong>Time-Lapse</strong> está ampliamente documentada y podemos encontrar muchos tutoriales acerca de la misma (<em>ver enlaces al final del artículo</em>). Esta técnica consiste en captar mediante una fotografía un objeto, paisaje o situación que cambie con el paso del tiempo, estos cambios nos permitirán dotarla/simular animación.</p>
<p><span id="more-40"></span></p>
<p>Por ejemplo, iremos capturando la escena cada cierta cantidad de tiempo (pueden ser segundos, minutos, horas, días, etc.) y de esta manera al proyectar las imagenes de manera continuada tendremos la ilusión de movimiento (paso del tiempo) que nos permitirá observar en segundos lo que en ocasiones nos llevaría horas, días o un año ver.</p>
<p>Esta ténica fotográfica puede ser llevada a cabo en interiores o exteriores. Cada una contará con su particularidad y necesidades a la hora de planificarlas y configurarlas. En mi caso, el primer experimento que realizo lo planifiqué en exteriores, realizando una toma típica como lo son las nubes, las tormentas que necesitan exponerse menos cantidad de tiempo a la intemperie y obtener imágenes interesantes.</p>
<p>Como toda técnica fotográfica, puede resultar compleja y específica en niveles profesionales, hay que tenerlo en cuenta al pasar de un nivel principiante a uno superior donde las herramientas y técnicas requerirán planificaciones más complejas y costosas. De cualquier manera, la calidad estará concentrada en la <strong>habilidad del fotógrafo</strong> para captar lugares, espacios y escenas dignos de motivar, impresionar sea con una simple cámara digital o el más ambicioso de los equipos.</p>
<h1>El equipo</h1>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/topcontrols.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-106" title="topcontrols" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/topcontrols.jpg" alt="" width="480" height="341" /></a></p>
<p><div class="narrow-column left"><p><strong>CONSEJO:</strong> Hay que planificar el lugar y prestar especial atención al equipo fotográfico que uno lleva consigo, para el caso de las tomas time lapse, los mejores equipos son las clásicas cámaras digitales compactas: las imágenes se toman en general entre 1 y 2 megapixels (tener en cuenta que un video de alta calidad es de 1080px) y al tener una óptica digital evitamos desgastar o limitar la vida útil de la mecánica reflex.</p></div><br />
Para llevar a cabo estas capturas utilicé una cámara reflex <a href="http://www.dpreview.com/reviews/NikonD90/">Nikon D90</a>, una Macbook,  Trípode, Memoria y algún software o dispositivo hardware que permita programar tomas con intervalo de tiempo, en mi caso lo hice vía software, ya que la camara DSLR D90 no permite hacerlo por carecer de intervalómetro incorporado (se debería utilizar uno externo).</p>
<h1>El resultado</h1>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-26-at-17.07.21.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-60" title="Time Lapse" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-26-at-17.07.21-494x277.png" alt="" width="494" height="277" /></a></p>
<p>Durante unas horas y evitando que la tormenta que se acercaba mojara y arruinara el equipo me dediqué a capturar 3 tomas distintas de una misma situación. Las primeras dos están realizadas mediante fotografías captadas cada 5 segundos de tiempo, en la tercera y más espectacular toma el tiempo fue de 5 segundos en la primera parte de la misma y de 15 hacia el final. Esto hizo que el efecto de cortina de la lluvia fuese más dramático.</p>
<p>Las tres tomas sumaron unas 2000 fotografías que al compilarlas en video permitieron apreciar el movimiento y finalizar el <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Time-lapse">time lapse</a> en unos pocos minutos.</p>
<h1>Ideas de proyectos*</h1>
<blockquote>
<h4>ACLARACIÓN: Intento reflejar en esta pequeña sección &#8220;ideas de proyectos&#8221; (que integro en muchos artículos), una explicación sobre la aplicación profesional y/o comercial que puedes llevarla a cabo, según creo, de manera viable y exitosa. Tened en cuenta que es un análisis superficial en muchos casos. ¿Por qué no los llevo a cabo?muchos proyectos no los llevo a cabo por diversos motivos ajenos a su viabilidad: falta de tiempo, inversión, falta de socios. No tengais reparos en consultarme, involucrarme o criticarme si estás interesado en alguno: la idea es mucho menos importante que el trabajo y la perseverancia en un proyecto&#8230;</h4>
</blockquote>
<p>La técnica, los conocimientos, la documentación existen&#8230; Con una base en artes gráficas y muchas ganas de aprender, esta técnica puede ser llevada cabo por técnicos, fotógrafos, diseñadores, idóneos. Los modelos de negocio que he comprobado que existen se basan en dos  líneas de trabajos:</p>
<div class="two-column">
<h3>Stock Time Lapse</h3>
<p>Vender tomas time lapse pre-capturadas para integrarlas en la composición de videos: documentales, videoclips, animaciones, publicidad. Este shootage puede ser almacenado y vendido de la misma manera que la fotografía de stock, requiere armar una colección de material: videos de cielos, formaciones nubosas, atardeceres, montañas, productos o elemtentos. Todos estos, deben ser lo suficientemente neutros para permitir a editores incluirlos en sus producciones.</p>
<h3>Time Lapse on Demand</h3>
<p>Algunos estudios fotográficos se han especializado en esta técnica y ofrecen realizarlas a pedido. Moviendo su estructura (equipo y personal) para capturar tomas de pueblos, ciudades, lugares, eventos, etc. Este tipo de emprendimiento requiere un equipo técnico y humano que pueda trasladarse, trabajar y post-producir para un cliente específico. Es un trabajo que podría combinarse con el primer modelo para aumentar el impacto.</p>
</div>
<h1>Ejemplos</h1>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-27-at-9.56.07-AM.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-108" title="Screen shot 2010-07-27 at 9.56.07 AM" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/07/Screen-shot-2010-07-27-at-9.56.07-AM-494x321.png" alt="" width="494" height="321" /></a></p>
<ul>
<li><a href="http://vimeo.com/5370705">Nikon D90 + Buen fotógrafo + Cataratas del Niágara</a></li>
<li><a href="http://www.openfootage.net/">OpenFootage ofrece videos time lapse con licencia creative commons</a> (un modelo de negocios basado en publicidad contextual y tráfico) (EN)</li>
</ul>
<h3>Enlaces útiles</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.xatakafoto.com/guias/como-hacer-un-time-lapse-antes-de-empezar">Antes de empezar con el Time Lapse (ES)</a></li>
<li><a href="http://digital-photography-school.com/how-to-make-a-time-lapse-video-with-your-dslr">Cómo hacer un video Time Lapse con una DSLR (EN)</a></li>
<li><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Time-lapse">Técnica Fotográfica Time Lapse (Wikipedia) (EN) </a></li>
<li><a href="http://timothyallen.blogs.bbcearth.com/2009/02/24/time-lapse-photography/">Time Lapse Tutorial &#8211; BBC Earth / Timothy Allen (EN)</a></li>
<li><a href="http://www.sciencephotography.com/how2do2.shtml">Time Lapse &#8211; Frequently Asked Question (en varios capítulos) (EN)</a></li>
</ul>
<h2>Conclusión</h2>
<p>Detrás de cada técnica o área, como en muchas otras cosas de esta vida, hay un MUNDO de conocimientos, detalles, herramientas y procedimientos que se irán desvelando al interesado en la medida que INVIERTA tiempo y esfuerzo.</p>
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		<item>
		<title>Cube Cola</title>
		<link>http://cristiangomez.com/blog/2010/03/23/cube-cola/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 18:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diseñadores]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

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		<description><![CDATA[Un diseñador propone una nueva estructura o envase para la famosa botella de Coca-Cola: sobretodo se sustenta en un diseño ecológico, poco impactante y práctico para el proceso o vida útil de una botella de estas características...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="117" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/cocacola-188x117.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="cocacola" title="cocacola" /><p></p><br /><p><img src='http://cristiangomez.com/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/9.jpg&amp;w=200&amp;h=0&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Lo interesante de mirar muchos sitios de jóvenes inventores, diseñadores industriales y especialistas en packaging es que uno se encuentra con agradables sorpresas y muchas ideas que te fuerzan a mejorar o utilizar más el pensamiento lateral. En este caso me encuentro con una idea del diseñador <a href="http://designfabulous.blogspot.com">Andrew Kim</a> &#8211; 김승현, quien hace un desarrollo de un envase que, a primera vista, mejora sustancialmente el impacto ecológico, lo que en inglés se denomina the carbon footprint, the human footprint, en  las botellas de Coca Cola y su família de productos, con este ejemplo, se generaría una optimización en el transporte de miles y miles de estos envases, también el reciclado y el almacenaje sale beneficiado.</p>
<p><span id="more-9"></span></p>
<h1>Lo bueno</h1>
<p>Me gusta mucho que las tapas o picos se puedan combinar con la botella inmediatamente superior para &#8220;esconderlo&#8221; y optimizar el espacio pero también esa situación suma mucho a favor de la higiene de las tapas y picos, uno de los puntos que poca gente toma en cuenta a la hora de transportar este tipo de alimentos o bebidas.</p>
<h1>Lo malo</h1>
<p>Los únicos puntos en contra que encuentro a simple vista se basan en dos conceptos que las botellas de esta marca llevan muy bien: la identidad única de sus formas a través de sus botellas Contour (r) y la ergonomía que las mismas tienen para sus usuarios que muchas veces la llevan en las manos durante un tiempo prolongado o la utilizan en la mesa donde una botella muy mojada o transpirada podría generar un verdadero lío y derrames.</p>
<h1>El concepto</h1>
<p>El concepto está muy bien presentado, con una infografía que complementa e enriquece mucho la idea, esto es algo muy</p>
<p><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/4435622439_c089527019_o1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10" title="Coca Cola, nuevo envase" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/4435622439_c089527019_o1.jpg" alt="" width="500" height="3138" /></a></p>
<p>Consultar artículo original: <a href="http://designfabulous.blogspot.com/2010/03/eco-coke-bottle-design.html">http://designfabulous.blogspot.com/2010/03/eco-coke-bottle-design.html</a></p>
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		<title>¡Hola mundo!</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 17:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian H.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinión]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/perfil1-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="perfil1" title="perfil1" />Después de muchos blogs, de muchos sitios y de muchos emprendimientos (algunos de los cuales sigo llevando a cabo por suerte) me he decidido a  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="188" height="94" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/perfil1-188x94.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="perfil1" title="perfil1" /><p></p><br /><p><img src='http://cristiangomez.com/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/1.jpg&amp;w=200&amp;h=0&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Después de muchos blogs, de muchos sitios y de muchos emprendimientos (algunos de los cuales sigo llevando a cabo por suerte) me he decidido a escribir en primera persona,  simplemente con nombre y apellido. Contando un poco más el detrás de escenas de muchas cosas en las que me involucro, intentando enseñar mis limitados conocimientos y aportar ideas que podamos hacer juntos o puedas realizar para mejorar la realidad.</p>
<p><span id="more-1"></span></p>
<h1>Escribiendo con Nombre</h1>
<p>Escribir de esta forma implica algunas cuestiones o responsabilidades que uno &#8220;sabiamente&#8221; evita o no sufre en otros sitios o blogs al publicar bajo una marca o seudónimo porque cada crítica, opinión, idea viene de una persona específica que la debe respaldar y mantener. Ese, creo, es el principal reto de un blog de estas características.</p>
<p>El hacerse plenamente responsable de la opinión de uno frente al mundo o a quien quiera leerla es un reto que quiero superar, y espero que el tiempo me trate bien cuando dentro de unos años vuelva a leer cómo pensaba, las tonterías que decía, en qué trabajaba y qué soñaba&#8230;</p>
<div id="attachment_7" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/topo_gigio_08.jpg"><img class="size-full wp-image-7 " title="topo_gigio_08" src="http://cristiangomez.com/wp-content/uploads/2010/03/topo_gigio_08.jpg" alt="" width="350" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Uno de los mejores personajes/muñecos que se han visto</p></div>
<p>Esta aproximación nace en Don Benito, Badajoz y uno no sabe donde terminará.</p>
<p>[gpress map_position="38.9543028, -5.8617516" marker_title="Don Benito" map_type="HYBRID" map_zoom="18"]</p>
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